ARK è Progetto dell’Anno ai Premi OICE 2026
PCA conquista il premio assoluto come “Progetto dell’Anno” e vince nella categoria Progetti di opere in legno con la riqualificazione dell’ex Fornace di Torre del Moro: un nuovo headquarters tecnologico a consumo di suolo zero.


Roma, 19 Giugno 2026 – Cesena sale sul palco nazionale dell’architettura e dell’ingegneria organizzata. Pier Currà Architettura si è aggiudicata il primo premio nella categoria Progetti di opere in legno ai Premi OICE 2026 e, con il progetto ARK, ha ottenuto anche il riconoscimento di Migliore Progetto dell’anno. La proclamazione si è svolta a Roma, nella cornice di Palazzo Brancaccio, durante la quarta edizione dei Premi OICE dell’ingegneria e dell’architettura. Una serata di rilievo nazionale, davanti a una platea di settore di 500 persone, che ha riunito studi, società di ingegneria, istituzioni e professionisti chiamati a raccontare l’eccellenza della progettazione italiana.

Il progetto premiato, ARK: technology headquarters, riguarda la riqualificazione dell’ex Fornace di Torre del Moro, a Cesena. L’intervento trasforma un’area dismessa e frammentata in un polo tecnologico contemporaneo, eliminando il degrado senza consumare nuovo suolo e restituendo alla città un luogo capace di dialogare con il paesaggio, con la memoria produttiva del sito e con la vicina Area di Riequilibrio Naturale Pontescollo.
La forza del progetto sta nella capacità di tenere insieme innovazione e radicamento territoriale. L’antica fornace, originariamente legata alla produzione di laterizi e per anni in stato di abbandono, diventa un hub per il lavoro, la ricerca e la conoscenza. La scelta architettonica preserva sagoma e altezza originarie, mantenendo il valore di landmark del complesso e trasformandolo in un nuovo riferimento urbano.
Grande attenzione è dedicata alla sostenibilità ambientale e alla qualità degli spazi di lavoro. La copertura curva, pensata per accogliere un esteso impianto fotovoltaico, si integra con corti verdi, percorsi di mobilità dolce e connessioni ciclopedonali. Gli studi bioclimatici e le simulazioni sulla qualità della luce permettono di massimizzare l’apporto solare invernale e di proteggere gli ambienti dal calore estivo attraverso pensiline e pergolati.


All’interno, ARK propone un’idea di luogo del lavoro aperto, flessibile e orientato al benessere delle persone: al piano terra spazi pubblici e servizi, al primo piano un grande open space per le attività operative. Il sistema modulare consente inoltre di suddividere il complesso in cinque unità indipendenti, rendendo l’edificio capace di evolversi nel tempo.
«ARK parla della Romagna che sa trasformare la propria memoria produttiva in futuro. Ricevere questo riconoscimento da OICE ci emoziona perché premia un progetto nato per generare valore: per chi lo abiterà ogni giorno, per il territorio e per la città» commenta Pier Currà
Per Pier Currà Architettura, realtà nata e cresciuta a Cesena e oggi riconosciuta tra gli studi italiani emergenti più dinamici, il premio rappresenta un passaggio importante: non solo un riconoscimento alla qualità progettuale, ma anche al ruolo che l’architettura può avere nei processi di rigenerazione dei territori. Lo studio era inoltre tra i finalisti OICE anche nella categoria Future Leader, a conferma di un percorso di crescita che unisce ricerca, responsabilità e visione imprenditoriale.







