Phytomorphia

Atlante contemporaneo di forme vegetali in trasformazione, tra scienza, arte e intuizione.

Considerando la crisi climatica come condizione ormai difficilmente reversibile, immaginare l’evoluzione della vita significa ipotizzare nuove strategie di adattamento attraverso un esercizio di intelligenza creativa: un movimento in crescendo, fatto di possibili innesti e inosculazioni tra regno animale e vegetale. È uno sforzo di interpretazione e di suggestione che intreccia la sensibilità umana e la potenza cognitiva della macchina per sondare nuovi limiti, generare interrogativi e immaginare il mondo che verrà.

Il progetto

Il progetto Phytomorphia esplora l’utilizzo di un motore generativo di immagini per amplificare la capacità di connessione della mente umana, potenziando la sua abilità di associare elementi distanti, persino apparentemente inconciliabili. Come architetti sappiamo che proprio in questi accostamenti improbabili si apre lo spazio dell’immaginazione radicale: uno spazio in cui la creatività può espandersi oltre i limiti, nutrendosi di logiche nuove e visioni non lineari.

La definizione di intelligenza è la “capacità di acquisire ed elaborare informazioni” e oggi questo processo tipico degli esseri viventi è appannaggio delle macchine, significa che abbiamo uno strumento di indagine del pensiero enciclopedico e al contempo significa essere entrati da diverso tempo nell’era in cui il confine della simbiosi uomo-macchina è sempre più sfumato. Eppure noi umani siamo capaci di una intelligenza che opera in modo “libero”, non deterministico, e di generare quindi intuizioni o tendere inconsapevoli verso uno specifico risultato. Questa imprevedibilità del pensiero creativo è davvero a disposizione della mente umana eppure non può che basarsi su un numero limitato di informazioni contenute nella memoria. Può dunque l’intelligenza artificiale favorire la dimensione libera, immaginativa, creativa e responsabile della mente degli esseri umani? Può essere impiegata appunto come “acceleratore cognitivo”, una sonda in grado di esplorare percorsi mentali alternativi, unire simbolo e forma per indagare nuove identità e le relative possibilità, anche architettoniche?

Più in dettaglio, il progetto si esprime in un contesto specifico: le future strategie di adattamento della Vita nel pieno di un cambiamento climatico che non può già più evitarsi, ma con cui è necessario imparare a convivere. Se la presenza della crisi climatica è infatti la nuova nozione da comprendere, immaginare quale sia l’evoluzione della Vita che verrà è l’esercizio creativo che si pone tra esso e l’evoluzione che ne deriva.

Di qui si parte, suggestionati dal concetto di “inosculazione” tra piante esposto alla Biennale di Architettura curata dall’arch. Carlo Ratti dal titolo Intelligens. Naturale. Artificiale. Collettiva. Si tratta di un fenomeno che si manifesta in Natura, molto simile all’innesto/grafting: due alberi si uniscono, fondendosi, per condividere le risorse che hanno e riuscire a superare il sottobosco senza perire.

L’immagine di queste due debolezze che si uniscono per superare gli ostacoli di un contesto avverso è un’ottima immagine di quanto può aspettarci come comunità umana nel futuro. Se si tratterà di solo coppie o intere coscienze collettive possiamo immaginarlo o ipotizzare, ma certo l’unione industriosa di varie abilità e intelligenze è quanto di meglio possiamo sperare perchè si affronti al meglio il futuro incerto che abbiamo di fronte e che è già un presente invadente.

Espandendo la forza creativa di quella immagine dei due alberi fusi insieme immaginiamo una futura unione che scavalchi il confine del regno delle Piante e sconfini in quello animale. Il contributo di un regno verso l’altro è già intenso in miriadi di specie che si abitano e si nutrono a vicenda, ma in questo sforzo concettuale immaginiamo una vera e propria simbiosi tra l’espressione più alta dell’estetica del regno delle Piante: il fiore e il regno degli Animali. Quale forma? Quale colore? Quale sembianza potranno avere questi esseri surreali, sospesi tra biologia e finzione, forma inedite di vita immaginaria. Organismi-mondo che sintetizzano l’adattabilità e la resistenza della natura, proiettando una visione alternativa e potente della vita durante e oltre la crisi climatica.

Tra gli obiettivi del progetto vi è il procedere in direzione opposta al mantra “imitare la natura”: reinventarla. Creare un “Paese Fertile” per aprire un dibattito e generare nuove idee. Le forme ibride esposte non sono infatti fantasie fini a sé stesse, ma ipotesi visive: speculazioni poetiche e scientifiche insieme, che interrogano il futuro dell’evoluzione, del paesaggio, e dell’habitat. In questa prospettiva, ad esempio, il mestiere dell’architettura smette di essere solo costruzione dello spazio ed è spinto a tornare alla costruzione dell’immaginario, veicolo di significato.

Potremmo ridisegnare allora il celebre frontespizio dell’Essai sur l’architecture di Marc-Antoine Laugier dove la Fanciulla indica al Genietto alato la “Capanna-primitiva” come archetipo di Vera Architettura, legittimata da Natura e Ragione. Interessante notare come il Genio sia illuminato dallo Spirito di libera intelligenza, la fiamma sulla fronte infatti è rappresentazione del desiderio di conoscenza, ed è altrettanto interessante notare come la capanna sia intelaiata sui rami di alcuni alberi, quasi appunto inosculata. Questa architettura surreale, fortunosamente ecologica (siamo nel 1755), nasce dal desiderio di emanciparsi dallo stile dell’epoca sulla scia illuminista di un ritorno alle forme razionali, ma si esprime come dibattito tra il concetto di costruzione e natura selvaggia. Ora, lo sforzo del progetto Phytomorphia è appunto ripetere l’esperimento limitatamente al contesto Natura per amplificare, speculare e sperimentare il concetto di Selvaggio e di Futuro, lasciando spazio per immaginare una nuova Architettura che possa abitarlo.

L’intelligenza artificiale, nonostante i limiti che dipendono dall’essere pur sempre figlia di un codice che modella e confina anche i risultati generati da parametri randomizzati, si rivela così uno strumento di esplorazione simbolica, un buon alleato per pensare il non ancora pensato. E in questo dialogo tra arte e scienza, tra macchina e mente, prende forma un nuovo alfabeto visivo che sfida le categorie, mostra limiti e confini, ma mescola codici biologici e artificiali, e ci invita a ripensare tutto e ci sprona ad indagare le infinite possibilità della Vita sul Pianeta e, con esse, la sua migliore Architettura.

Crescita come trasformazione

“Crescendo” è il tema dell’allestimento in cui il progetto è esposto, scenografia del famoso format TEDx Talks e Crescita è qui intesa nel senso di “evoluzione”, non solo come accumulo quantitativo di tempo o di competenza, ma come cambiamento e adattamento. L’ambito è il tempo futuro e il riassetto costante che la Vita manifesta in esso, in adeguamento alle forzanti più incisive che operano modifiche e ne turbano l’equilibrio. Tra queste immaginiamo la crisi climatica come un epicentro di sconvolgimenti di cui la crisi sociale è al contempo una concausa e una conseguenza. Due contesti, quello ambientale e quello sociale, che costituiscono le fondamenta della Vita intera. Non solo la vita umana, ma la pura Vita, quella intelligenza libera che governa l’esistenza di ogni entità verso una direzione, verso la ricomposizione dell’Equilibrio tramite generazione di nuova Vita e, quindi, la sua evoluzione.

Intelligenza che con il suo inverarsi quotidiano sopperisce e rimodella i corpi e le menti della Natura preparandoli ad una costante risposta dialettica al cambiamento.

Le forme organiche che l’umanità ha più studiato: vegetali e animali, ci suggeriscono un processo di “crescita come trasformazione” o metamorfosi evolutiva che ha da sempre suscitato la curiosità e lo studio, ne sono prova le raccolte degli antichi Erbari, Florilegi e Bestiari che oltre ad aver ampliato il patrimonio scientifico a disposizione dell’umanità hanno il pregio di aver costituito l’inizio e il fondamento dell’epoca enciclopedica. Il desiderio di conoscere tutta la Vita che ci circonda, che oggi si traduce nei grandi modelli linguistici a disposizione dell’Intelligenza Artificiale a cui è possibile attingere.

Interconnessione

La chiave di lettura dell’avanzamento tecnologico che oggi vediamo irrompere con così forte capacità rivoluzionaria nelle nostre vite sta nell’opportunità non tanto di “possedere”, cioè “avere in proprio potere”, o governare queste informazioni, ma nell’opportunità nuova che l’esistenza delle grandi enciclopedie non hanno mai potuto dare: la possibilità di estrarre e mettere in relazione i dati con una velocità ed in una quantità mai vista. Le radici del pensiero si possono ora cercare, estrarre ed intrecciare creando legami impossibili in precedenza. Legami invisibili, frutto di una accelerazione cognitiva mai avuta a disposizione prima e che oggi è capace di saltare da un libro all’altro di una infinita enciclopedia per un infinito tempo.

In questa gigante massa neuronale virtuale il sapere è a disposizione, dmeocratico. Sta all’esploratore di concetti, al pioniere, al ricercatore riuscire a guidare correttamente la sua interrogazione al sistema, il suo dialogo con il Sapere e validare una nuova idea. In questo caso i legami invisibili tra elementi mai messi in relazione prima possono, con tutti i limiti che ancora oggi sono presenti nel sistema, sostenere argomenti che impattano sul visibile. Generare concetti. Risolvere problemi. In definitiva accompagnare l’evoluzione. Del resto tanti pensatori, tra cui Etty Hillesum, affermano che la crescita è per sua necessità lenta, poichè avviene proprio in quello spazio che si pone tra il “comprendere” una informazione e l’ “evolvere” di un assetto. Interiore o esteriore che sia. E’ in quello spazio di libera intelligenza che la interconnessione nuova tra idee, concetti, problemi e potenziali soluzioni, si accende e stimola il cambiamento. Crescere, in fondo, significa connettersi: persone, idee, comunità. E poi rinnovarsi.

Diversità e ricchezza

La creatività e il pensiero innovativo nascono dunque da una trama comune: creare connessioni nuove. Tanto più il bacino a cui attingere gli elementi da connettere è distante o diverso, tanto più l’imprevisto può agire e suggerire novità. Non è necessario attendere l’avvento dell’Intelligenza Artificiale per ottenere questa consapevolezza. E’ evidente che qualsiasi forma di arte o di espressione sia il frutto di molteplici ricerche, accidenti e “decisioni”. L’opera, qualsiasi essa sia, è il frutto di un processo che spesso comprende anche l’errore o l’imprevisto, ma segue un percorso guidato da un pensiero che sceglie e decide. E’ su questa consapevolezza che occorre concentrarsi, perchè la sensibilità con cui si prendono decisioni è squisitamente umana e rende impossibile una “sostituzione totale” della macchina, tuttavia è una capacità che possiamo perdere.

Possiamo finire con l’abdicare. Interromperci nell’educare la nostra sensibilità, allenarla. Possiamo crollare di fronte alla complessità di una decisione da prendere ed è proprio per questa ragione che si rivela opportuno prendersi cura della propria Intelligenza libera e furoreggiante. Sia essa l’ambito di sviluppo personale di cui prendersi cura, l’antidoto all’era della macchina. Questa intelligenza molti la sovrappongono al concetto di “Spirito”, il quale è spesso rappresentato, appunto, da un vento imprevedibile che ispira e guida.

Boulez, Pierre. Il paese fertile. Paul Klee e la musica. A cura di: Paule Thévenin. Traduzione italiana di Stefano Esengrini. Paule Thévenin. Milano: Abscondita, 2020. (Carte d’artisti).

“Non si può cambiare tutto in un giorno, ma si può cominciare a guardare diversamente.” Hillesum, E. Diario 1941-1943. Traduzione di Graziella Denti. Milano: Adelphi, 1996.

Spirito (Nous) è nel pensiero neoplatonico l’intelletto cosmico, principio intelligente. Per Hegel l’intelligenza libera è la forma suprema dello Spirito. Bergson parlava di Spirito come slancio vitale, una forma di intelligenza creatrice e libera, che si oppone al meccanicismo. Molti altri pensatori occidentali ed orientali riflettono sul medesimo e affascinante concetto di Spirito come “Ragione vivente”.

Boulez, Pierre. Il paese fertile. Paul Klee e la musica. A cura di: Paule Thévenin. Traduzione italiana di Stefano Esengrini. Paule Thévenin. Milano: Abscondita, 2020. (Carte d’artisti).

“Non si può cambiare tutto in un giorno, ma si può cominciare a guardare diversamente.” Hillesum, E. Diario 1941-1943. Traduzione di Graziella Denti. Milano: Adelphi, 1996.

Spirito (Nous) è nel pensiero neoplatonico l’intelletto cosmico, principio intelligente. Per Hegel l’intelligenza libera è la forma suprema dello Spirito. Bergson parlava di Spirito come slancio vitale, una forma di intelligenza creatrice e libera, che si oppone al meccanicismo. Molti altri pensatori occidentali ed orientali riflettono sul medesimo e affascinante concetto di Spirito come “Ragione vivente”.