Ark: technology headquarters

Una nuova alleanza tra territorio e luoghi del lavoro

Il progetto di riqualificazione dell’Ex Fornace di Torre del Moro si inserisce nel cuore strategico della rigenerazione urbana locale. L’intervento trasforma un’area dismessa e frammentata in un polo tecnologico all’avanguardia, eliminando il degrado a consumo di suolo zero. Attraverso un’operazione di sostituzione edilizia virtuosa, l’architettura ricuce il territorio e si apre alla comunità, integrando spazi verdi attrezzate, percorsi di mobilità dolce e connessioni ciclopedonali. Il cambio di destinazione d’uso rappresenta una chiara dichiarazione d’intenti: un antico sito di produzione materiale diventa un hub dell’innovazione e della conoscenza, capace di superare i semplici standard urbanistici per offrire un beneficio collettivo tangibile e un dialogo attivo con la vicina Area di Riequilibrio Naturale “Pontescollo”.

L’intervento rappresenta così un ponte ideale tra la tradizione industriale romagnola e il futuro tecnologico dell’Industria 4.0. L’antica fornace, originariamente dedicata alla produzione di laterizi e per anni lasciata in stato di abbandono, rinasce oggi come volto architettonico e identità operativa di un’azienda di software profondamente radicata nel territorio cesenate. L’intervento evita volutamente di stravolgere la memoria storica del sito, scegliendo invece di preservare la sagoma e l’altezza originarie, mantenendo intatto un landmark ormai consolidato nel panorama locale.

La strategia progettuale comprende un’attenta valutazione dei rapporti tra il volume di fabbrica, le residenze vicine e l’ampia area verde retrostante. Spostando l’accesso principale sulla provinciale, il campus si apre alla città in modo funzionale e riconoscibile. Al suo interno, l’organizzazione degli spazi riflette una visione contemporanea del lavoro: un unico centro nevralgico che riunisce reparti precedentemente frammentati, promuovendo il benessere dell’individuo sul luogo di lavoro, il senso di comunità e la contaminazione creativa tra le persone.

Il piano terra è concepito come un ambiente fluido e permeabile, destinato alle funzioni pubbliche e ai servizi, mentre il primo piano ospita il cuore pulsante dell’azienda: un vasto open space con postazioni di lavoro ergonomiche. La linearità della struttura è ritmata e mitigata dall’inserimento di corti verdi, che introducono luce naturale e scorci rigeneranti sul paesaggio, in particolare verso il lato est, affacciato su una suggestiva area naturale. La flessibilità è inoltre garantita da un design modulare che permette di suddividere il complesso in cinque unità indipendenti, ciascuna dotata di servizi e sistemi di risalita propri, rendendo la struttura pronta a evolversi nel tempo. La grande copertura curva è stata interamente ottimizzata per ospitare un esteso impianto fotovoltaico destinato alla produzione di energia pulita. Grazie a rigorosi studi bioclimatici e a simulazioni sulla qualità della luce, l’architettura massimizza l’apporto solare invernale e si protegge dal calore estivo tramite pensiline e pergolati strategici.

Il progetto di riqualificazione dell’Ex Fornace di Torre del Moro si inserisce nel cuore strategico della rigenerazione urbana locale. L’intervento trasforma un’area dismessa e frammentata in un polo tecnologico all’avanguardia, eliminando il degrado a consumo di suolo zero. Attraverso un’operazione di sostituzione edilizia virtuosa, l’architettura ricuce il territorio e si apre alla comunità, integrando spazi verdi attrezzate, percorsi di mobilità dolce e connessioni ciclopedonali. Il cambio di destinazione d’uso rappresenta una chiara dichiarazione d’intenti: un antico sito di produzione materiale diventa un hub dell’innovazione e della conoscenza, capace di superare i semplici standard urbanistici per offrire un beneficio collettivo tangibile e un dialogo attivo con la vicina Area di Riequilibrio Naturale “Pontescollo”.

L’intervento rappresenta così un ponte ideale tra la tradizione industriale romagnola e il futuro tecnologico dell’Industria 4.0. L’antica fornace, originariamente dedicata alla produzione di laterizi e per anni lasciata in stato di abbandono, rinasce oggi come volto architettonico e identità operativa di un’azienda di software profondamente radicata nel territorio cesenate. L’intervento evita volutamente di stravolgere la memoria storica del sito, scegliendo invece di preservare la sagoma e l’altezza originarie, mantenendo intatto un landmark ormai consolidato nel panorama locale.

La strategia progettuale comprende un’attenta valutazione dei rapporti tra il volume di fabbrica, le residenze vicine e l’ampia area verde retrostante. Spostando l’accesso principale sulla provinciale, il campus si apre alla città in modo funzionale e riconoscibile. Al suo interno, l’organizzazione degli spazi riflette una visione contemporanea del lavoro: un unico centro nevralgico che riunisce reparti precedentemente frammentati, promuovendo il benessere dell’individuo sul luogo di lavoro, il senso di comunità e la contaminazione creativa tra le persone.

Il piano terra è concepito come un ambiente fluido e permeabile, destinato alle funzioni pubbliche e ai servizi, mentre il primo piano ospita il cuore pulsante dell’azienda: un vasto open space con postazioni di lavoro ergonomiche. La linearità della struttura è ritmata e mitigata dall’inserimento di corti verdi, che introducono luce naturale e scorci rigeneranti sul paesaggio, in particolare verso il lato est, affacciato su una suggestiva area naturale. La flessibilità è inoltre garantita da un design modulare che permette di suddividere il complesso in cinque unità indipendenti, ciascuna dotata di servizi e sistemi di risalita propri, rendendo la struttura pronta a evolversi nel tempo. La grande copertura curva è stata interamente ottimizzata per ospitare un esteso impianto fotovoltaico destinato alla produzione di energia pulita. Grazie a rigorosi studi bioclimatici e a simulazioni sulla qualità della luce, l’architettura massimizza l’apporto solare invernale e si protegge dal calore estivo tramite pensiline e pergolati strategici.

Committente:

privato

Anno:

2026

Tipologia:

headquarters

Luogo:

Incarico:

incarico completo

Design Team:

arch. Pier Nicola Currà, arch. Riccardo Minghini, arch. Elena Giugni (responsabile progetto), arch. Matteo Giulianelli, arch. Anita Bucci, arch. Alberto Pedrelli, arch. Vincenzo Vodola

Partners:

paesaggistica: Parcnouveau; strutture: CEAS; impianti: Studio Pivi, Studio Dalmonte; antincendio: In Fire srl

Immagini:

PCA

Categorie: