Campus Cineca
Un edificio per incontrarsi, lavorare, crescere


In un territorio segnato da infrastrutture, parcheggi e spazi di risulta, il nuovo Edificio Servizi del Campus Cineca rilegge l’idea stessa di campus come ecosistema urbano. L’intervento nasce dalla rigenerazione dell’area di Via Magnanelli a Casalecchio di Reno, dove la dismissione dell’ex sede dei Vigili del Fuoco diventa occasione per costruire una nuova centralità pubblica. In questo contesto frammentato, il progetto lavora per ricucire, più che per aggiungere: un gesto che mette in relazione architetture, percorsi e paesaggi, definendo un luogo riconoscibile, aperto e condiviso.
Il campus, oggi articolato in corpi edilizi distanti e funzioni poco integrate, trova un principio di unitarietà nel paesaggio. Boschetti esistenti, aree verdi e spazi non edificabili diventano infrastrutture lente, continui verdi che si dilatano lungo l’asse di via Magnanelli e raggiungono gli edifici come una trama porosa. Non un fondale verde, ma un sistema connettivo che guida gli accessi, attenua il rumore urbano e accoglie la vita quotidiana del campus.
Su questo sfondo, il nuovo edificio prende forma come un volume sospeso e permeabile. Una sequenza di lamelle verticali in membrana polimerica avvolge l’involucro trasparente: una pelle leggera e mutevole che filtra la luce, modula l’irraggiamento e restituisce all’edificio un’apparenza quasi atmosferica. Di giorno una lanterna opalescente; al tramonto un corpo che vibra, dialogando con il traffico dell’A1 e con i flussi del campus. Dietro il velo bianco, la struttura metallica si mostra con sincerità costruttiva, tracciando un rapporto netto tra fragilità apparente e forza tecnica.
In un territorio segnato da infrastrutture, parcheggi e spazi di risulta, il nuovo Edificio Servizi del Campus Cineca rilegge l’idea stessa di campus come ecosistema urbano. L’intervento nasce dalla rigenerazione dell’area di Via Magnanelli a Casalecchio di Reno, dove la dismissione dell’ex sede dei Vigili del Fuoco diventa occasione per costruire una nuova centralità pubblica. In questo contesto frammentato, il progetto lavora per ricucire, più che per aggiungere: un gesto che mette in relazione architetture, percorsi e paesaggi, definendo un luogo riconoscibile, aperto e condiviso.
Il campus, oggi articolato in corpi edilizi distanti e funzioni poco integrate, trova un principio di unitarietà nel paesaggio. Boschetti esistenti, aree verdi e spazi non edificabili diventano infrastrutture lente, continui verdi che si dilatano lungo l’asse di via Magnanelli e raggiungono gli edifici come una trama porosa. Non un fondale verde, ma un sistema connettivo che guida gli accessi, attenua il rumore urbano e accoglie la vita quotidiana del campus.
Su questo sfondo, il nuovo edificio prende forma come un volume sospeso e permeabile. Una sequenza di lamelle verticali in membrana polimerica avvolge l’involucro trasparente: una pelle leggera e mutevole che filtra la luce, modula l’irraggiamento e restituisce all’edificio un’apparenza quasi atmosferica. Di giorno una lanterna opalescente; al tramonto un corpo che vibra, dialogando con il traffico dell’A1 e con i flussi del campus. Dietro il velo bianco, la struttura metallica si mostra con sincerità costruttiva, tracciando un rapporto netto tra fragilità apparente e forza tecnica.

Committente:
Anno:
Tipologia:
Luogo:
Incarico:
Design Team:
Partners:
Immagini:
Etica:
Estetica:
Categorie:

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Il progetto non si limita all’architettura: il collegamento aereo, pensato come passeggiata sospesa, diventa un gesto urbano. Non è un ponte funzionale, ma un luogo in cui trattenersi, incontrarsi, osservare il paesaggio. Una soglia che rende fisico il senso di comunità e riduce la distanza tra le sedi, trasformando lo spostamento in esperienza.
Gli interni seguono un principio di gradazione funzionale. Il piano terra accoglie il corpo vivo del campus: spazi di ristoro, fitness, dehors, una ludoteca per le famiglie, corti verdi che portano la natura nel cuore dell’edificio. Il primo livello si apre al lavoro condiviso: sale riunioni riconfigurabili, postazioni fluide, ambienti capaci di cambiare forma insieme ai team che li abitano. I piani alti sono il luogo pubblico per eccellenza: auditorium da oltre cinquecento posti e galleria espositiva, pensati come scenografie aperte all’istituzione, all’impresa, al territorio.
L’architettura è generata da logiche computazionali: la facciata parametrica non è un ornamento ma un dispositivo bioclimatico. Le lamelle e la pelle tecnica modulano la radiazione solare, dimezzano i carichi energetici, permettono alla luce diffusa di penetrare negli ambienti. Il progetto diventa così un organismo adattivo, capace di rispondere al clima, alla stagionalità e all’uso.
L’Edificio Servizi non è solo un ampliamento funzionale: è un manifesto di identità. Un punto di riferimento urbano che racconta la vocazione di Cineca (ricerca, innovazione, cooperazione) attraverso la forma e il paesaggio. Un luogo che mette al centro le persone, la loro salute, la capacità di incontrarsi e la possibilità di generare conoscenza sotto un’unica, luminosa pelle.
Il progetto non si limita all’architettura: il collegamento aereo, pensato come passeggiata sospesa, diventa un gesto urbano. Non è un ponte funzionale, ma un luogo in cui trattenersi, incontrarsi, osservare il paesaggio. Una soglia che rende fisico il senso di comunità e riduce la distanza tra le sedi, trasformando lo spostamento in esperienza.
Gli interni seguono un principio di gradazione funzionale. Il piano terra accoglie il corpo vivo del campus: spazi di ristoro, fitness, dehors, una ludoteca per le famiglie, corti verdi che portano la natura nel cuore dell’edificio. Il primo livello si apre al lavoro condiviso: sale riunioni riconfigurabili, postazioni fluide, ambienti capaci di cambiare forma insieme ai team che li abitano. I piani alti sono il luogo pubblico per eccellenza: auditorium da oltre cinquecento posti e galleria espositiva, pensati come scenografie aperte all’istituzione, all’impresa, al territorio.
L’architettura è generata da logiche computazionali: la facciata parametrica non è un ornamento ma un dispositivo bioclimatico. Le lamelle e la pelle tecnica modulano la radiazione solare, dimezzano i carichi energetici, permettono alla luce diffusa di penetrare negli ambienti. Il progetto diventa così un organismo adattivo, capace di rispondere al clima, alla stagionalità e all’uso.
L’Edificio Servizi non è solo un ampliamento funzionale: è un manifesto di identità. Un punto di riferimento urbano che racconta la vocazione di Cineca (ricerca, innovazione, cooperazione) attraverso la forma e il paesaggio. Un luogo che mette al centro le persone, la loro salute, la capacità di incontrarsi e la possibilità di generare conoscenza sotto un’unica, luminosa pelle.
Area funzionale

Sentiero di connessione

Organizzazione funzionale

Cintura verde

Continuità passato/presente

Nuovo campus cineca






























