Centro Civico “La Pergola”
Rigenerare spazi, comunità e paesaggi.


Crediamo che ogni progetto debba raccontare una storia. Le nostre architetture non sono mai solo spazi: sono messaggi, emozioni, connessioni profonde con i luoghi e le persone. A Santa Sofia, nel cuore dell’Appennino tosco-romagnolo e alle porte del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, l’area de “La Pergola” ha rappresentato per decenni un fulcro sociale, un luogo identitario capace di custodire memorie collettive e unire generazioni.
Il progetto di riqualificazione dell’ex ristorante, oggi in stato di parziale abbandono, nasce dalla volontà di non disperdere questo valore, trasformandolo in un nuovo centro civico, culturale e ricreativo. Non un semplice intervento edilizio, ma un dispositivo di rigenerazione urbana pensato per ricucire le fratture del territorio e restituire alla collettività uno spazio aperto, inclusivo e flessibile. L’architettura diventa così strumento di cura, capace di rafforzare i legami tra la comunità, il vicino polo scolastico-sportivo e il paesaggio naturale. Il nuovo edificio ricalca l’impronta originaria reinterpretandola in chiave contemporanea. Si inserisce nel paesaggio con un volume compatto e orizzontale che asseconda la naturale orografia in pendenza del lotto, dialogando in modo silenzioso con il profilo boschivo retrostante. L’elemento generatore del progetto è la copertura: un piano dinamico a doppia inclinazione che converge verso un compluvio centrale. Verso sud, la falda si protende in un ampio aggetto, diventando una vera e propria “vela sospesa” dalla forte espressività formale. Questa grande pensilina, impreziosita dal calore dell’intradosso in legno lamellare, genera una zona filtro che fa ombra, accoglie e dilata lo spazio interno verso la piazza pubblica, enfatizzando la vocazione civica della struttura.
Crediamo che ogni progetto debba raccontare una storia. Le nostre architetture non sono mai solo spazi: sono messaggi, emozioni, connessioni profonde con i luoghi e le persone. A Santa Sofia, nel cuore dell’Appennino tosco-romagnolo e alle porte del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, l’area de “La Pergola” ha rappresentato per decenni un fulcro sociale, un luogo identitario capace di custodire memorie collettive e unire generazioni.
Il progetto di riqualificazione dell’ex ristorante, oggi in stato di parziale abbandono, nasce dalla volontà di non disperdere questo valore, trasformandolo in un nuovo centro civico, culturale e ricreativo. Non un semplice intervento edilizio, ma un dispositivo di rigenerazione urbana pensato per ricucire le fratture del territorio e restituire alla collettività uno spazio aperto, inclusivo e flessibile. L’architettura diventa così strumento di cura, capace di rafforzare i legami tra la comunità, il vicino polo scolastico-sportivo e il paesaggio naturale. Il nuovo edificio ricalca l’impronta originaria reinterpretandola in chiave contemporanea. Si inserisce nel paesaggio con un volume compatto e orizzontale che asseconda la naturale orografia in pendenza del lotto, dialogando in modo silenzioso con il profilo boschivo retrostante. L’elemento generatore del progetto è la copertura: un piano dinamico a doppia inclinazione che converge verso un compluvio centrale. Verso sud, la falda si protende in un ampio aggetto, diventando una vera e propria “vela sospesa” dalla forte espressività formale. Questa grande pensilina, impreziosita dal calore dell’intradosso in legno lamellare, genera una zona filtro che fa ombra, accoglie e dilata lo spazio interno verso la piazza pubblica, enfatizzando la vocazione civica della struttura.

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IMPACTS
L’Analisi del Ciclo di Vita (LCA) indaga l’architettura nella sua intera estensione temporale. Attraverso il GWP viene misurato il peso climatico dell’opera, mentre l’Embodied Carbon ne quantifica l’impatto invisibile: le emissioni latenti radicate nel ciclo vitale della materia, dalla sua genesi al disfacimento. Questi parametri segnano un’evoluzione cruciale nel pensiero progettuale. L’attenzione si sposta dal semplice funzionamento dell’edificio abitato all’atto stesso del costruire, imponendo una nuova etica della materia che riconosce come l’impronta più profonda dell’architettura si compia ben prima che lo spazio venga vissuto.
¹ Analisi del ciclo di vita in conformità con lo standard EN 15804 +A2
² Calcolata per un periodo di 60 anni per i soli materiali da costruzione (Exluded MEP) from cradle to grave (A1-A4, B4-B5, C1-C4)

Il confine tra dentro e fuori si assottiglia fino a dissolversi, grazie a un involucro che alterna trasparenze assolute e matericità tattili. Il fronte sud è smaterializzato da ampie vetrate continue (curtain wall), pensate per aprirsi quasi totalmente nella bella stagione, inondando gli ambienti di luce naturale e permettendo la massima osmosi con l’esterno. Le porzioni opache sono invece rivestite da una facciata ventilata in lastre di fibrocemento ecologico a rigatura verticale: una texture che instaura un dialogo cromatico con i colori della natura e rievoca, sublimandola attraverso un linguaggio contemporaneo, la memoria del calcestruzzo a vista dell’edificio originale. Gli interni de “La Pergola” sono concepiti per garantire la massima adattabilità alle esigenze di una comunità in movimento. Due grandi sale polivalenti e un’area ristoro, rimodulabili in modo fluido tramite partizioni mobili, sono pronte ad accogliere laboratori tematici, eventi culturali, spazi di coworking e attività extrascolastiche, operando in perfetta sinergia con il polo sportivo ed educativo adiacente.
Sognare un mondo migliore non basta: bisogna costruirlo. Ogni nostro progetto è un atto d’amore verso il pianeta. L’intervento abbraccia in modo radicale i principi della sostenibilità e della progettazione bioclimatica. Dall’integrazione discreta di un impianto fotovoltaico nel disegno della copertura, all’adozione di sistemi di drenaggio urbano sostenibile (SUDS) per la gestione virtuosa delle acque meteoriche, fino all’impiego di materiali conformi ai Criteri Ambientali Minimi (CAM), l’intervento sposa appieno l’approccio Life Cycle Thinking. È un’opera che unisce misura estetica, innovazione materica, sensibilità urbana e valore umano. Più che un semplice intervento edilizio, rappresenta un modello replicabile: un progetto che dimostra come anche su scala locale l’architettura possa diventare strumento di cura, inclusione e innovazione, restituendo alla città non solo un edificio, ma un vero luogo di comunità.






















