La Pergola

Rigenerare spazi, comunità e paesaggi

A Santa Sofia, cittadina dell’Appennino romagnolo, architettura e paesaggio hanno sempre dialogato con la vita della comunità. In questo scenario, l’area della Pergola ha rappresentato per decenni il fulcro sociale del paese: un luogo identitario, capace di custodire memorie collettive e di unire generazioni diverse. La sua chiusura e il progressivo abbandono ne hanno segnato il declino, ma non ne hanno cancellato il valore simbolico. Ancora oggi, nonostante la condizione di marginalità, la Pergola è percepita come parte integrante del tessuto urbano, un luogo ricco di potenzialità da restituire alla comunità. Da qui prende avvio il progetto, con l’obiettivo di trasformare un’eredità condivisa in un ponte verso il futuro, capace di rispondere ai bisogni sociali, culturali e ambientali del presente.

La nuova Pergola nasce come dispositivo urbano e infrastruttura sociale, concepita per ricucire le fratture e restituire continuità tra natura e costruito, tra pubblico e privato. La pergola stessa diventa elemento simbolico e generatore dell’intervento: un segno riconoscibile che produce ombra, accoglie e connette, trasformandosi in spazio aperto e inclusivo. Non solo architettura, dunque, ma un sistema civico integrato, progettato per ospitare scuole, spazi sportivi e culturali, aree di incontro e luoghi all’aperto pensati come estensioni della vita quotidiana.

Il progetto si fonda su un approccio sostenibile e intergenerazionale, maturato attraverso un processo partecipativo che ha raccolto desideri, memorie e visioni della cittadinanza. Gli edifici dialogano con il paesaggio circostante tramite corti, terrazze e percorsi accessibili che garantiscono continuità e inclusione. Le coperture verdi diventano superfici attive, mentre le facciate, calibrate tra trasparenze e opacità, favoriscono luminosità e comfort visivo. I materiali scelti sono naturali e durevoli, in sintonia con le cromie del contesto. La progettazione bioclimatica – guidata da simulazioni solari e dallo studio delle ombre – ha permesso di ottimizzare l’irraggiamento invernale e la ventilazione estiva, riducendo consumi e aumentando l’efficienza energetica complessiva.

La Pergola è pensata come un nuovo riferimento urbano, un luogo che restituisce senso di appartenenza e riconoscibilità, capace di generare relazioni e consolidare il legame con il territorio. Più che un semplice intervento edilizio, rappresenta un modello replicabile: un progetto che dimostra come anche su scala locale l’architettura possa diventare strumento di cura, inclusione e innovazione, restituendo alla comunità non solo edifici, ma spazi condivisi di vita e di futuro.

A Santa Sofia, cittadina dell’Appennino romagnolo, architettura e paesaggio hanno sempre dialogato con la vita della comunità. In questo scenario, l’area della Pergola ha rappresentato per decenni il fulcro sociale del paese: un luogo identitario, capace di custodire memorie collettive e di unire generazioni diverse. La sua chiusura e il progressivo abbandono ne hanno segnato il declino, ma non ne hanno cancellato il valore simbolico. Ancora oggi, nonostante la condizione di marginalità, la Pergola è percepita come parte integrante del tessuto urbano, un luogo ricco di potenzialità da restituire alla comunità. Da qui prende avvio il progetto, con l’obiettivo di trasformare un’eredità condivisa in un ponte verso il futuro, capace di rispondere ai bisogni sociali, culturali e ambientali del presente.

La nuova Pergola nasce come dispositivo urbano e infrastruttura sociale, concepita per ricucire le fratture e restituire continuità tra natura e costruito, tra pubblico e privato. La pergola stessa diventa elemento simbolico e generatore dell’intervento: un segno riconoscibile che produce ombra, accoglie e connette, trasformandosi in spazio aperto e inclusivo. Non solo architettura, dunque, ma un sistema civico integrato, progettato per ospitare scuole, spazi sportivi e culturali, aree di incontro e luoghi all’aperto pensati come estensioni della vita quotidiana.

Il progetto si fonda su un approccio sostenibile e intergenerazionale, maturato attraverso un processo partecipativo che ha raccolto desideri, memorie e visioni della cittadinanza. Gli edifici dialogano con il paesaggio circostante tramite corti, terrazze e percorsi accessibili che garantiscono continuità e inclusione. Le coperture verdi diventano superfici attive, mentre le facciate, calibrate tra trasparenze e opacità, favoriscono luminosità e comfort visivo. I materiali scelti sono naturali e durevoli, in sintonia con le cromie del contesto. La progettazione bioclimatica – guidata da simulazioni solari e dallo studio delle ombre – ha permesso di ottimizzare l’irraggiamento invernale e la ventilazione estiva, riducendo consumi e aumentando l’efficienza energetica complessiva.

La Pergola è pensata come un nuovo riferimento urbano, un luogo che restituisce senso di appartenenza e riconoscibilità, capace di generare relazioni e consolidare il legame con il territorio. Più che un semplice intervento edilizio, rappresenta un modello replicabile: un progetto che dimostra come anche su scala locale l’architettura possa diventare strumento di cura, inclusione e innovazione, restituendo alla comunità non solo edifici, ma spazi condivisi di vita e di futuro.

Committente:

Comune di Santa Sofia

Anno:

2025

Tipologia:

Masterplan

Design Team:

arch. Pier Nicola Currà, arch. Riccardo Minghini, arch. Eleonora Fantini, arch. Francesca Battani

Immagini:

Pier Currà Architettura

Categorie: