Senza Peso
progetto per il nuovo ponte pedonale sulla Vena Mazzarini a Cesenatico
Il nuovo ponte ciclopedonale sulla Vena Mazzarini di Cesenatico è un manufatto ricostruito sul sedime del vecchio ponte esistente, recuperandone pile e sponde. La proposta di progetto è pensata come creazione di contemporaneità attraverso la storia, un viaggio culturale tra passato e futuro, ispirato alla memoria di Cesenatico, con attenzione particolare all’incontro tra città storica e città balneare. Leggerezza è il fil rouge di tutte le scelte progettuali, materiche e strutturali. Il recupero delle strutture d’appoggio consente il mantenimento dello schema a tre campate, costituite ognuna da due travi appoggiate e collegate da traversi ortogonali. Rispetto all’impalcato precedente realizzato in c.a., il nuovo, completamente in acciaio Corten, permette di ridurre il carico statico per pila a circa 1/8, riducendo le circa 240 tonnellate di carico puntuale per pila, alle 30 proposte dal progetto. La cadenza regolare dei montanti in Corten è perturbata da un gradiente capace di comprimere e distendere gli elementi a vantaggio di un disegno armonico, impreziosito dalla percezione prospettica di un ponte ad arco, forte sull’asse del canale. Ai piedritti è ancorata una rete pretensionata in acciaio inossidabile a maglia stretta, capace di massimizzare sicurezza e trasparenza sull’acqua ed evocare il ricordo delle reti e trabocchi locali. Il parapetto è completato da un corrimano a sezione circolare, che corre da una sponda all’altra del ponte, collegandole tra loro. L’ambiente acquatico della Vena, essendo particolarmente aggressivo ed esposto all’acqua salina, ha suggerito l’utilizzo di Corten e acciaio Inox, materiali capaci di essere durevoli e resilienti. Per la stessa ragione la pavimentazione dell’impalcato non deve rinunciare alle doghe di legno caratteristiche degli attraversamenti in mobilità dolce, grazie all’impiego del “super-legno” Accoya: un’essenza tecnologicamente trattata per ottenere prestazioni superiori in durabilità e stabilità dimensionale.

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IMPACTS
L’Analisi del Ciclo di Vita (LCA) indaga l’architettura nella sua intera estensione temporale. Attraverso il GWP viene misurato il peso climatico dell’opera, mentre l’Embodied Carbon ne quantifica l’impatto invisibile: le emissioni latenti radicate nel ciclo vitale della materia, dalla sua genesi al disfacimento. Questi parametri segnano un’evoluzione cruciale nel pensiero progettuale. L’attenzione si sposta dal semplice funzionamento dell’edificio abitato all’atto stesso del costruire, imponendo una nuova etica della materia che riconosce come l’impronta più profonda dell’architettura si compia ben prima che lo spazio venga vissuto.
¹ Analisi del ciclo di vita in conformità con lo standard EN 15804 +A2
² Calcolata per un periodo di 60 anni per i soli materiali da costruzione (Exluded MEP) from cradle to grave (A1-A4, B4-B5, C1-C4)


































