Concorso Orogel, Fabbrica della meraviglia

Indirizzo: Via dell’Arrigoni, Cesena
Tag: concorso
Anno: 2018-2019

Il contesto territoriale in cui si inserisce il progetto è di particolare rilievo perché si trova ai bordi della pianura centuriata cesenate, dove la via Dismano segna il passaggio alla pianura forlivese. In questo ambito la presenza del sito produttivo, organizzato proprio a cavallo dell’importante asse viario, unisce simbolicamente le radici cesenati dell’azienda al suo slancio verso l’esterno ed il suo futuro. Semplificando, il sito di progetto è suddiviso in tre grandi macroaree parallele alla via Dismano, le quali procedendo da Est verso Ovest, si contraddistinguono in tre temi: Il primo: “Coltivare la tradizione”. Questa prima fascia raccorda simbolicamente tutte le superfici coltivate cesenati, quindi ad Est della via Dismano, ricordando lo spirito g-local dell’azienda ed il suo cuore pulsante costituito fin dalle origini dalla cooperativa agricola cesenate. Qui troveranno spazio i parcheggi carrabili e ciclabili, punti di arrivo di ogni impiegato ed ospite, mentre un lieve piano inclinato piantumato a verde avrà lo scopo di collegare il nuovo edificio al piano di campagna, divenendo al contempo giardino aziendale e dispositivo di mitigazione del nuovo fabbricato e dei relativi parcheggi. Segue poi il tema: “Generare idee”, tale è la fascia che ospita la nuova sede, il luogo per eccellenza in cui le idee possono costruirsi e concretizzarsi. Idee di sviluppo, di perfezionamento e di buona amministrazione. Si tratta del cervello dell’azienda, che elabora dati ed informazioni costruendo gli obiettivi del domani. La nuova sede incorpora i valori aziendali del “buon lavoro” e del “dialogo con l’ambiente”, tramite la costruzione di un habitat collettivo che metta al centro la persona e il suo benessere. Infine, l’ultimo tema : “Condividere l’innovazione”. “Parco della Meraviglia” conclude la scansione del lotto, unendo la nuova sede alla via Dismano ed instaurando un dialogo con la collettività e con il mondo esterno all’azienda. Questo spazio si trova su un’area pubblica ed è stato progettato con l’obiettivo di condividere, grazie ad una forte componente virtuale, i valori e i risultati di Orogel, anche tramite esperienze didattiche e di divulgazione innovativa, costituendo un sistema flessibile ed aperto alle necessità che si incontreranno nel futuro.

Arredo Urbano, Piazza Libertà

Indirizzo: Piazza della Libertà, Cesena
Superficie: 17,8 mq
Tag: arredo urbano, interior design
Anno: in corso

L’intervento prevede la realizzazione di due chioschi (uno da adibirsi all’attività di somministrazione e vendita di prodotti alimentari e bevande, l’altro da adibirsi all’attività di vendita di merchandising), situati nel Comune di Cesena, in Piazza della Libertà. Il progetto architettonico ospita una possibile mediazione tra l’identità storica della città e il suo slancio verso la contemporaneità. Entrando nel dettaglio, i corpi dei fabbricati vengono rivestiti in formelle quadrate di metallo riportanti le geometrie del Fiore Pandolfesco e differiscono per tipologia di apertura e distribuzione interna. Nel primo, il bar, l’involucro è in larga parte apribile verso il pubblico tramite un meccanismo a doppia cerniera che consente anche l’ampliamento del piano di somministrazione verso l’esterno. Nel secondo, l’involucro è in larga parte trasparente, per facilitare l’esposizione dei prodotti in vendita. Il rivestimento esterno sarà realizzato con formelle metalliche traforate, alcune delle quali retroilluminate.

Campomaggi Store

Indirizzo: Via della Spiga, Milano
Superficie: 40 mq
Materiali: pietra vicentina, ottone orbitale, vetro
Anno: 2015

L’allestimento per la boutique Campomaggi nasce dallo studio delle origini del marchio, delle sue peculiarità e dei suoi valori. Il progetto del negozio in Via della Spiga a Milano, disegna uno “spazio della collezione”, un luogo che può ospitare oggetti di pregio e che ama raccontare la storia di ciò che espone.
L’idea di realizzare un “luogo del tempo”, una wunderkammer di oggetti preziosi, e le origini cesenati del marchio, città della prima biblioteca civica d’Europa, sono state le suggestioni progettuali che hanno portato a pensare la boutique come allo spazio dello “studiolo”. Un luogo raccolto, di collezione e di studio, in cui il tempo si dilata, acquisendo fisicità, come fosse un valore percepibile.
Così gli espositori della boutique rinnovano le geometrie dei plutei della biblioteca Malatestiana di Cesena, le tarsie degli arredi a muro ricordano i trompe-l’œil dello studiolo urbinate di Federico da Montefeltro e ancora, serbate nel materiale e nella messa in opera, le grate del castello di Teodorano diventano i sostegni per la piccola pelletteria.
Il risultato è uno spazio pregno di significati sottesi, che conduce in maniera inconscia il visitatore a calarsi in una realtà intrisa di riferimenti e suggestioni, in cui scoprire passo dopo passo le peculiarità di ogni singolo prodotto esposto.

Campomaggi Flagship Store

Indirizzo: C.so Como, Milano
Superficie: 70 mq
Materiali: pietra vicentina scanalata, ottone orbitale, moquette agave, opera d’arte site specific
Anno: 2017

DescrizioneLa stesura del progetto per il nuovo store Campomaggi in c.so Como, a Milano, prende a modello la gestualità dalla perdurante bellezza dello scultore, come sintesi tra naturalezza ed artificio.
Nella costruzione dello spazio espositivo si è scelto di impiegare la pietra vicentina, intenzionalmente eletta tra le più fragili e scanalata appositamente, così da poter accogliere rotture e imperfezioni destinate a costruire un’immagine imprevedibile ed unica. 
Il riverbero della luce, smorzato dall’intreccio del pavimento in agave, esalta la granulometria fossile degli elementi lapidei al centro del locale, che suggerendosi a blocchi grezzi in attesa di lavorazione danno vita al prodotto esposto, in un gioco di morbidi contrasti.
Sulla lunga parete di destra una scaffalatura in noce viene abitata dai numerosi modelli in esposizione, anch’essa pensata in riferimento alle semplici e polverose scansie dei laboratori artigiani. Un piccolo salottino, nascosto alla vista dei passanti, si svela nella seconda stanza del negozio, in cui si trova un’opera d’arte site-specific su lamina d’ottone, dipinta dall’artista Pietro Spoto.
È il luogo ideale in cui poter sostare e conversare durante l’acquisto, dilatando i tempi alle comodità dei clienti, in una quiete che assume un valore percepibile e vivo.

Gabs Flagship Store

Indirizzo: Piazza XXV Aprile, Milano
Superficie: 100 mq
Materiali: jewel-boxes, nastro trasportatore, espositori in lamiera, porta specchio scorrevole
Anno: 2017

Gabs, il brand di borse trasformabili made in Italy, apre il primo monomarca nella capitale della moda italiana.
Il Flagship Store è situato in Piazza XXV Aprile, punto di riferimento per lo shopping milanese: uno tra gli obiettivi del progetto quello di ottenere uno spazio leggero e dinamico, dal forte impatto visivo, capace di raccontare i tratti che hanno fatto di Gabs un brand riconosciuto ed amato in tutto il mondo: il gioco, il colore e la trasformazione.
Così le pareti del negozio si smaterializzano in una caleidoscopica scenografia, ospitando una miriade di jewel-boxes colorate che, ad ogni occasione, possono cambiare configurazione e trasformare il negozio in differenti atmosfere, ricolorando completamente lo spazio espositivo.
Anche il sistema espositivo tradizionale, solitamente realizzato tramite isole e display a parete, viene coraggiosamente rivoluzionato, facendo volteggiare i 450 modelli esposti lungo tutto il perimetro del negozio, sospesi e danzanti in un binario sempre in movimento.
Completa il progetto, infine, uno spazio adibito a laboratorio creativo per la personalizzazione della borsa, nel quale un’esperta modellista potrà soddisfare, attraverso tracolle, borchie e toppe di ogni colore e fantasia, le esigenze e la personalità di ogni cliente.

Attico in Corte Dandini

Indirizzo: Corte Dandini, Palazzo degli Uffici, Cesena
Superficie: 140 mq
Materiali: rovere, ferro grezzo
Anno: 2012

Tre grandi aperture fungono da camere stenopeiche inquadrando una delle viste più scenografiche dei tetti rossi di Cesena. L’idea progettuale parte dal meraviglioso panorama su cui l’appartamento si affaccia e intende ridefinire gli ambienti interni come fossero le celebri “scatole per mirare”, al fine di consentire l’intromissione del paesaggio all’interno dell’abitazione e allo stesso tempo invitino l’ospite all’osservazione dello stesso.
L’intervento consiste nella ristrutturazione integrale di un attico ubicato sulla sommità del Palazzo degli Uffici, nel centro storico di Cesena, unitamente al consolidamento sismico ed alla progettazione degli arredi.
Per ricreare un’unica, luminosa e spaziosa zona living, è stato necessario invertire la disposizione delle zone notte-giorno rispetto allo stato preesistente, modificando i percorsi interni e la distribuzione dei servizi. Oltre al recupero delle travi esistenti e alla posa del pavimento in legno, in ogni stanza infatti l’arredo principale è realizzato in rovere e ferro grezzo, come a segnare una melodia continua che risuona in ogni luogo.
Tutte le lavorazioni previste nella ristrutturazione impiegano tecnologie a secco, compreso il consolidamento del solaio, realizzato tramite l’utilizzo di circa 3.000 viti di accoppiamento tra il nuovo tavolato ligneo e il solaio esistente.

Active House

Indirizzo: Via San Marco, Cesena
Superficie: 140 mq
Tag: ampliamento volumetrico, ristrutturazione, residenziale
Anno: in corso

Per la prima volta in Romagna si aprono le porte di una casa in via di certificazione “Active House”, un nuovo protocollo internazionale di valutazione degli edifici costruito sui principi della Casa Passiva e del NZEB (edificio ad energia quasi zero), ma che con un ulteriore passo avanti certifica anche i reali benefici percepiti dall’abitante. Non sono infatti apprezzate esclusivamente le performance energetiche dell’edificio, ma aspetti non meno importanti legati al Comfort di chi lo occupa come l’Illuminazione Naturale, il Comfort Termico, la Qualità dell’Aria e l’Acustica. In più, raggiunti alcuni requisiti minimi, ogni edificio può essere certificato. Non è stato necessario impiegare tecnologie costose e complesse, è invece stato prioritario l’indagine sui vincoli del progetto (l’area, il budget, il programma) e allargare la prospettiva anche agli aspetti sensoriali di cui beneficerà l’utente finale (vedere, respirare, percepire calore, sentire), con la consapevolezza che la riuscita del progetto consiste nell’ottenere la migliore sintesi possibile tra gli uni e gli altri. Non da ultimo l’aspetto architettonico si sviluppa attraverso volumi a capanna che si intersecano, evidenziati attraverso l’utilizzo di singolari finiture, per esempio la lamiera in acciaio brunito in contrasto con le tonalità pastello dell’intonaco.